A gennaio c’è sempre un risveglio di buoni propositi che si riflette anche sul lavoro di noi professionisti del web: chi decide di mettere in piedi finalmente il sito (se hai bisogno di chiarirti le idee scrivimi), chi lo vuole rinnovare, chi si decide a fare il passo di cambiare hosting, chi deve ideare il nuovo logo e tanto altro. Ma in realtà i risultati si vedono solo dopo un po’ di tempo, perché bisogna: far conoscere il sito a Google creare contenuti utili all’utente e quindi all’indicizzazione creare il primo traffico grazie ai social fidelizzare il lettore e potenziale cliente Sembra poca roba vista così su 4 righe, ma è un impegno che richiede mesi di lavoro e che quando porta i suoi frutti è una scommessa vinta. Tutto parte dal sito Sai, lo dico sempre ai miei clienti: non basta creare un sito bello, accattivante, e perfettamente usabile. Deve anche offrire un servizio esso stesso, fornire contenuti che diano soluzioni, che generino un andirvieni di persone che ti notino per la tua professionalità, freschezza, autorevolezza nel campo. E torneranno da te (se avrai generato un sistema di newsletter) per leggere e rileggere o guardare video di soluzioni a loro rivolte. E quando avranno realmente bisogno di te, ti contatteranno. Il giusto incontro fra domanda e offerta non è una continua pubblicità a senso unico, alla quale la tv ci ha abituati, ma una continua interazione e confronto di consigli, pareri, soluzioni, assaggi di ciò che puoi fare per lui. Come creare contenuti utili Lavorare con i contenuti non è facile per chi non vi è abituato, ma con un buon metodo, solo tu che conosci bene il tuo lavoro puoi produrre dei contenuti davvero utili. Nella guida che offro sul mio sito web (se te la sei persa clicca qui per fartela reinviare) ti ho segnalato anche come immedesimarti e cercare le parole chiave che cercherebbe il tuo potenziale cliente. Trova e crea Non ti ho detto però che c’è uno strumento gratuito molto utile che puoi usare: si chiama Google Trends e analizza i trend delle parole chiave nel mondo o nel tuo paese. https://trends.google.it/trends/ inserendo la o le parole chiave, selezionando il paese, lingua, etc ti porterà a dei risultati che ti porteranno a capire le persone cosa digitano esattamente nei motori di ricerca, e in base a quelli determinare le parole chiave da utilizzare nel titolo e descrizione della tua pagina e articolo. La SEO come vedi non è necessariamente una scienza impossibile, dipende sempre da quanta concorrenza hai. Monitora Installando anche Google SiteKit sul tuo sito WordPress puoi vedere dalla search console come ti stanno cercando attualmente invece sul tuo sito, e noterai se la chiave di ricerca per la quale ti stai posizionando c’è, o se ancora devi lavorarci, e capire in che posizione ti trovi ora quando ti cercano. Prova e fammi sapere come sta andando rispondendo nei commenti, sono curiosa!
Intervistiamo Andrea Bonomo, funnel e launch strategist. Una professione in crescita.
ciao Andrea, ci conosciamo da poco, da quando mi sei comparso su Instagram e ho cominciato a seguirti per i tuoi consigli sui lanci e il funnel marketing, ed ora non posso fare a meno delle tue preziose newsletter del venerdì! Ma per chi non ti conosce vai, spara il tuo slogan, qual è la professione che ti definisce? Ciao Laura! Sono Andrea e sono un funnel e launch strategist: guido le persone a lanciare le loro offerte online, senza ansia e senza stress, creando un percorso di vendita per i loro potenziali clienti. In pratica, con email, social, contenuti organici e sponsorizzati li guido a trovare i loro clienti online e a vendere i loro servizi o prodotti. Come sei arrivato a fare il freelance? Raccontaci i punti fondamentali del tuo percorso. Sono diventato freelance ad aprile 2021, poco dopo la seconda ondata di Covid, perché non riuscivo più a lavorare nell’agenzia web in cui mi trovavo. Il Covid aveva cambiato completamente le carte in tavola e mi trovavo a gestire progetti che non mi interessavano e non mi stimolavano, senza poter fare nulla perché ero un dipendente. Non avevo potere decisionale e questo mi creava parecchio fastidio, perché avevo diverse idee ma non potevo realizzarle. Quindi, ho deciso che l’unica soluzione era quella di diventare freelance e creare un mio business. Quindi, dopo 5 anni trascorsi in quest’agenzia, ho chiuso il contratto a tempo indeterminato che avevo e ho aperto p.iva. Vivi in Veneto, come si sta dalle tue parti? C’è un posto dove ti trasferiresti schioccando le dita? In Veneto non si sta male, anche se il mio sogno sarebbe vivere in Toscana. Ho un amore per quella regione da quando ho fatto un tour on the road, ad agosto 2020, visitando diverse città toscane: Firenze, Siena, Montepulciano, ecc. Dopo quella vacanza, ho sempre pensato che, se dovessi trasferirmi fuori dal Veneto, quella sarebbe la mia destinazione. Tutti noi abbiamo bisogno di un mentore: il tuo chi è? Il mio mentore e la persona che prendo come riferimento nel business e nello stile di vita, è Dario Vignali. Ho iniziato a studiare marketing grazie a lui e ai suoi corsi e mi sono innamorato del suo modo di vivere la vita. Nel senso, mi vedo molto come una persona che lavora nel marketing, non costretto in un ambiente di lavoro, ma che lo può gestire facendo tantissime altre attività e vivendo la vita che ha sempre voluto: viaggiando, facendo attività diverse, scoprendo posti nuovi. Il mio obiettivo è arrivare a vivere la vita che voglio sfruttando i risultati del mio lavoro (e non vivere per lavorare). Non voglio guardarmi indietro un giorno e avere rimpianti per il modo in cui ho vissuto la mia vita. Giochiamo: come ti vedi fra 10 anni? Tra 10 anni mi vedo a insegnare quello che ho imparato sul lavoro e fare formazione (è un campo che mi è sempre piaciuto e lo sto testando anche sul mio profilo Instagram). Vedo anche che sono riuscito a dare vita a diverse collaborazioni importanti con altri freelance o brand e a creare un movimento come Marketers (dal quale prendo spunto ogni giorno). Adoro l’idea di mettere insieme persone e competenze diverse per dar vita a qualcosa che non esiste e ispirare le altre persone. Cosa diresti ad uno studente etc che nel 2024 vuole aprire un’attività da freelance? Di non aver paura della partita iva. Ho tergiversato molto prima di aprirla perché nessuno riusciva a spiegarmi bene come funzionasse. Poi, dopo averla aperta, ho capito che non c’era nulla di così pauroso, ma semplicemente manca l’informazione. E la seconda cosa che consiglierei è di lavorare tanto sul proprio personal brand. In questo mondo in cui l’AI sta diventando sempre più utilizzata, l’unica differenza che corre tra gli esseri umani e l’intelligenza artificiale non sono le competenze, ma i propri valori, la propria storia e la propria visione. Queste sono un collante pazzesco per attirare clienti che vogliono lavorare con te, perché hai quel qualcosa di unico rispetto alle altre persone (e per non essere sostituito dall’AI). Ringraziamo Andrea per il suo prezioso e ispirante contributo, alla prossima! Andrea Bonomo Launch and funnel strategist
Tutorial per realizzare un grafico con i css
Chart.css è un sito fantastico dove potrai creare un grafico tramite css. Ce ne sono di tutti i tipi e ti è sufficiente scegliere e scaricare il codice necessario per riprodurlo. Questa risorsa non può mancare fra i tuoi siti preferiti se sei un web designer 😉 Buon lavoro!
“E basta con tutti questi buoni propositi!” – l’effetto positivo del FRESH START
E basta con tutti questi buoni propositi! Tanto l’anno nuovo sarà uguale al precedente! Non cambia niente! Quando leggo sui social, o sento dire queste frasi, mi cadono le palle, posso dirlo? Sì perché le questioni sono diverse: o chi lo dice è depresso, e su questo purtroppo non posso che suggerire a queste persone di farsi aiutare, perché ci sono passata e so cosa significa quel senso di frustrazione e apatia nei confronti di queste persone entusiaste, oppure sono persone che vogliono distinguersi, darsi un tocco di diversità e snobbare chi festeggia e ostenta positività, o ancora, c’è chi a furia di leggere sui social i buoni propositi degli altri dice un gran bel: “e chi se ne frega!” (e non vi è dubbio che abbia ragione ahhaha) Insomma, è scientificamente provato, che un nuovo inizio temporale, come può essere il nuovo anno di calendario, oppure il nuovo anno scolastico, diano una spinta, che in psicologia è chiamato “fresh start” per ricominciare, magari anche le stesse attività di prima, ma con un nuovo sprint di energia e positività, definito proprio da un evento esterno che ne determina un nuovo inizio. Fonti: https://menoansia.it/fresh-start-effect-i-nuovi-inizi/ https://www.geopop.it/perche-facciamo-una-lista-dei-buoni-propositi-a-fine-anno-ecco-leffetto-nuovo-inizio/ Ed ecco allora che si fanno nuove cose, o ci si ripromette costanza nel fare qualcosa, o ancora ci si arma di positività, un gran bagaglio, per iniziare un anno nuovo all’insegna di obiettivi che ci si è prefissati. Da parte mia sento meno l’anno nuovo, rispetto al mese di settembre, che per me è sinonimo di stop al caldo (o almeno la speranza che finisca presto), rinascita quindi proprio fisica e voglia di fare nuove cose, oltre che l’inizio della scuola e quindi di cambiamenti in casa con più tempo per se stessi e per il lavoro. Ma gennaio mantiene comunque il suo fascino, ed eccomi qui, e sono contenta di avere almeno due momenti così positivi e pieni di boost emotivo durante l’anno. Non ti sciorino i miei buoni propositi, li ho nella mia agenda e me li tengo per me. Tu invece vuoi condividerli nei commenti? Quanti nuovi inizi hai durante l’anno?
Cosa sono le nuove professioni nell’era digitale? Un’analisi dei professionisti del web: cosa manca?
Gli “e-Skills Profiles” (Profili di competenze digitali) possono essere interpretati come descrizioni specifiche di competenze delle professionalità del web. Questo può essere utile sia per i professionisti che vogliono comprendere meglio cosa è richiesto nel loro campo, sia per i datori di lavoro che cercano personale con competenze specifiche. Il tentativo europeo di definire questi profili è da elogiare, ma quanto sono aggiornati? Se si guarda la lista di professioni, noto alcune professioni innovative sicuramente, ma già a occhio notiamo che sono “aggiornati” a 7 anni fa, e nel frattempo secondo me qualche nuova professione la si può aggiungere. Proviamo a tirarne fuori una lista: 1. AI/Machine Learning Engineer: Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico, gli ingegneri specializzati in questo campo sono molto richiesti per creare soluzioni intelligenti. Ho visto di recente annunci di lavoro per “prompt specialist”, personale con esperienza di AI e di copy che è in grado di tirar fuori dallo strumento, le migliori soluzioni per ogni richiesta. 2. Cloud Architect/Cloud Engineer: Con l’adozione diffusa del cloud computing, sono molto richiesti professionisti in grado di progettare, implementare e gestire soluzioni basate su cloud. Alcuni hosting (tipo il mio preferito Bhoost) oramai si basano su questa tecnologia alleggerendo di molto le spese e migliorandone però la resa in termini di sicurezza e velocità. 3. Specialista in automazione del marketing (Email marketing specialist) Con l’automazione sempre più utilizzata nel marketing digitale, sono sempre richiesti professionisti specializzati nell’automazione delle campagne pubblicitarie e delle attività di marketing via mail. (vedi cosa fa l’email marketing specialist) Queste sono solo alcune delle professioni emergenti nel campo del web che non si possono ignorare, e chissà se non sono in fase di bozza per le nuove skills. Secondo te quali nuove professioni andrebbero aggiunte?
Intervista a Serena FaccioComeMiPare, una project manager che ha trovato la sua vita in Scozia
Ciao Serena, oramai ci conosciamo da qualche anno, da quando ho cominciato a seguirti per il tuo blog Facciocomemipare per finire a seguirti ovunque, sul tuo canale Youtube, e su Instagram, da brava stalker hahaha Ma per chi non ti conosce vai, spara il tuo slogan, qual è la professione che ti definisce? Ciao Laura e ciao tutti! Per la seconda volta gestisco un sito di e-learning, vuoi nella parte più tecnica e vuoi nella parte più creativa. Può essere interessante sapere che i britannici costruiscono in modo diverso da noi l’apprendimento online: si scrive poco, chiaro e si spezza l’argomento in pezzettini molto piccoli. Il mio compito è anche quello di tradurre con immagini, giochi e quiz vari, quello che i professionisti del settore vogliono insegnare alla nostra audience. L’esperienza per l’utente deve essere smooth, sia che questo sia un giovane tech-savvy, sia che sia un professionista grande di età che usa il PC solo per lavoro. Giusto perché magari qualcuno che mi segue ancora non lo sa, io adoro Edimburgo e tu vivi in questa città da qualche anno, tra l’altro in un quartiere stupendo che hai scelto bene. Quanto ha influito questa nuova città nel permetterti di buttarti nel campo del web? Come è stata l’esperienza universitaria in Scozia? Bellissima, io avevo molta paura di non farcela, di non essere in grado. Anche perché avevo preso un’altra laurea, umanistica in quel caso, in Italia e ci avevo messo tanto tra studio e lavoro. Invece sono risultata tra gli studenti più bravi e penso che il motivo sia stata certamente la mia motivazione (cambiare vita e sistemarmi!) ma anche l’età più matura. I professori in Scozia sono alla mano, gentili e disponibili. Li si chiama per nome, considera. Gli esami non sono orali, cosa che sarebbe stata anche abbastanza inutile nel caso della mia laurea in informatica, bensì molto pratici. Questo semestre costruisci un sito, un videogioco, un programma e un portfolio. Al primo anno c’era anche un esame, con voto!, che mimava un colloquio di lavoro. In Scozia vogliono darti gli strumenti per trovare lavoro, ti fanno studiare linguaggi che sono ricercati dal mercato e sono attenti anche all’aspetto più umano. Lo studente è al primo posto, anche troppo (come dico qui: https://youtu.be/AjURW0r9SLI?si=9TfAOYhFPUpvTAFc) https://youtu.be/AjURW0r9SLI?si=9TfAOYhFPUpvTAFc Come sei arrivata a fare la freelance? Durante l’università [ad Aberdeen NDR] ho fatto domanda per un placement. I placement sono lavori per studenti che riguardano però il loro ambito di studi. Ho trovato al secondo anno lavoro presso una compagnia che faceva e-Learning in quel di Edimburgo e anche se io ero ad Aberdeen mi hanno presa. Mi hanno dato la prima possibilità e abbiamo collaborato fino a metà 2020, quando mi sono resa conto che avevo imparato tutto l’imparabile e che c’era bisogno di andare avanti. Lavorare in proprio durante l’università è stato estremamente facile. Si fa domanda online, si riceve una sorta di partita iva e non ci sono spese nascoste. Così ho potuto fatturare anche a clienti minori, che aiutavo a gestire il sito internet o per i quali facevo grafiche e un po’ di marketing ma anche essere tornata dipendente ha i suoi vantaggi e per ora mi sento proprio a fare il lavoro perfetto per me, vuoi per il team e vuoi per la compagnia in sé. Tornando a Edimburgo, ti trovi bene? C’è un altro posto dove ti trasferiresti schioccando le dita? O faresti la nomade digitale a vita con base sempre a casa, come ci hai mostrato nei tuoi ultimi video su Youtube? Edimburgo è stupenda, per me è un piccolo presepe e una cartolina. Mi colpisce sempre, in positivo ed è la città scozzese nella quale voglio vivere. Qui ho comprato casa, qui ho la mia rete di amici stupendi, gentili e brillanti. Di mio ho bisogno di viaggiare spesso, mi porta felicità e quindi ho creato la possibilità di andare via qualche mese l’anno, lavorando per la mia compagnia da remoto. Ero già riuscita a lavorare un mese dall’Italia per un paio di anni di fila e questo 2023 è stato il game changer: sono stata via quasi 6 mesi, che era il mio obiettivo. E non tornerei indietro, anzi se potrò continuerò in questa direzione: nella mia vita so dove tornare (Edimburgo e Roma) ma voglio anche conoscere il mondo. Tutti noi abbiamo bisogno di un mentore: il tuo chi è? Non penso di averlo però mi innamoro delle storie di chi ci prova e anche io ho un fuoco positivo dentro, che mi smuove il fare. Ed ho avuto un uomo molto buono accanto, con cui abbiamo potuto costruire senza aver paura di distruggere quello che avevamo in Italia. Come concili il tuo lavoro principale con il tuo lavoro da content editor per il tuo canale Youtube? Penso e agisco velocemente, il che è un pregio bellissimo e un difetto terribile. Le due cose si coniugano bene ma in realtà sono due realtà parallele, che non si mischiano mai. Giochiamo: come ti vedi fra 10 anni? Il futuro non mi preoccupa più, le cose succedono. Spero felice e fortunata come oggi, però. Cosa diresti ad uno studente che nel 2023 vuole aprire un’attività da freelance nello specifico nel caso vivesse già in Scozia? Aprire una partita iva in Scozia non costa davvero nulla, non hai spese nascoste e non ti mangiano le tasse. Puoi anche scaricare delle spese, dall’affitto alle bollette varie, qualora tu stia lavorando da casa tua. È solo una possibilità in più, aggiunge e non toglie davvero nulla. Quindi sì, prova, fallo! E poi mi dispiace, perché tra un giovane in Scozia e uno in Italia a parità di sogni cambia purtroppo la libertà di azione: In Italia lavorare in proprio è molto più dispendioso e difficile, quindi purtroppo molti sogni vengono strappati prima del nascere. Ed è un peccato perché le persone hanno voglia di crearsi il proprio lavoro e anche questo svecchierebbe tanto le cose, nello stivale.
Ma tu lo sai cosa fa l’email marketing specialist?
A sentirlo così suona complicato, ma ciò che fa l’email marketing specialist all’atto pratico è occuparsi di mille accorgimenti che bisogna intraprendere per rendere la propria newsletter efficace. L’email marketing specialist si occupa della manutenzione e della predisposizione del sistema di invio delle newsletter secondo parametri ben precisi, che possono scaturire anche dalle strategie di marketing studiate. Qui ne parlo più nel dettaglio. Buona lettura! https://www.myplaceintheweb.it/blog/email-marketing/massimizza-il-potenziale-del-tuo-business-scopri-cosa-fa-un-email-marketing-specialist/
Massimizza il potenziale del tuo business: scopri cosa fa un Email Marketing Specialist
L’email marketing è uno degli strumenti più potenti per coinvolgere il tuo pubblico e parlare con loro in modo più diretto e personale, e un Email Marketing Specialist può fare la differenza tra una campagna fallimentare e un successo. Ma cosa fa esattamente un esperto di email marketing? 1. Tecniche di base di email marketing L’email marketing specialist mette in atto fin da subito le strategie di marketing e le tecniche efficaci che aiutano la deliverability delle singole email affinché non finiscano in spam, come: l’utilizzo di una mail appoggiata ad un dominio valido, l’utilizzo di un IP dedicato, un oggetto che non contenga determinate parole off-limits … e molto altro 2. Segmentazione efficace del pubblico (audience) Uno degli aspetti chiave del lavoro di un Email Marketing Specialist è la capacità di suddividere il tuo pubblico in segmenti mirati. Questo permette di inviare messaggi altamente personalizzati, aumentando significativamente l’efficacia della tua campagna. Inviare una mail ad un pubblico non pronto o fuori target è un errore assolutamente da evitare, e profilando gli utenti a seconda delle loro preferenze o comportamenti è la chiave del successo. 3. Creazione di contenuti coinvolgenti e personalizzati Gli specialisti di email marketing sono abili nel creare contenuti che catturano l’attenzione del tuo pubblico. Utilizzano strategie di personalizzazione avanzate, come l’inclusione del nome del destinatario e l’invio di informazioni rilevanti basate sui comportamenti precedenti. Con l’aiuto di un bravo copy che rielabori e sia pertinente nell’argomento, il successo è assicurato. 4. Ottimizzazione della frequenza di invio Un aspetto critico dell’email marketing è trovare il giusto equilibrio nella frequenza di invio. In molti se lo chiedono e i consigli generici sono i più disparati, ma gli specialisti possono studiare la tua situazione particolare e sanno quando inviare le tue email per massimizzare l’impatto senza risultare invadenti, garantendo che i tuoi messaggi siano ben accolti dal pubblico senza che si disiscrivano dalla lista. 5. Analisi dei risultati e ottimizzazione costante Il lavoro di un Email Marketing Specialist non si ferma all’invio delle email. Analizza costantemente i dati per valutare le performance della campagna. Attraverso l’uso di metriche avanzate, come il tasso di apertura e di clic, ottimizza continuamente le strategie per ottenere i migliori risultati possibili. Si sperimenta continuamente, il che significa produrre poi alla fine dei risultati veramente in linea con le aspettative e gli obiettivi che ci si pone fin dall’inizio. Ecco perché spesso si richiede tempo e pazienza anche da parte del committente. 6. Gestione dei funnel di vendita (o journeys) Uno specialista di email marketing avanzato è anche capace di creare e gestire funnel di vendita attraverso una serie di email mirate. Questo processo guidato aiuta a convertire i lead in clienti, aumentando la tua base clienti e le entrate. Studia il percorso migliore per trasformare il lettore in cliente creando uno o più percorsi (journeys) ad hoc di email di contenuto. Alcuni sono percorsi standard, come quelli dell’abbandono del carrello, della disiscrizione dalla newsletter, altri possono essere i più disparati e personalizzati a seconda del prodotto o servizio e dell’azienda committente. 7. Garanzia di conformità alle normative sulla Privacy Con le sempre crescenti preoccupazioni sulla privacy online, è fondamentale che le tue campagne di email marketing siano conformi alle normative vigenti. Gli specialisti si assicurano che tutte le tue attività siano in linea con le leggi sulla privacy, costruendo fiducia con il tuo pubblico. Conclusione In sintesi, un Email Marketing Specialist è il professionista chiave per evitare di commettere gravi errori con le tue campagne via email. Considera di coinvolgere un esperto di email marketing se sei alla ricerca di un partner strategico per guidare la tua azienda attraverso campagne di successo e ottenere risultati tangibili. Lascia che il tuo messaggio raggiunga il pubblico giusto al momento giusto e vedrai crescere il tuo business in modo significativo. PS negli ultimi anni l’esperienza diretta con clienti e aziende mi ha portato a mettere a frutto le mie conoscenze e sono diventata Email Marketing specialist. Se pensavi di averne bisogno contattami per una call conoscitiva gratuita qui.
Intervista a Laura Lonighi, web designer e brand stylist. Freelance per scelta ma…
ciao Laura, noi ci conosciamo da anni, ma per chi non ti conosce vai, spara il tuo slogan, qual è la professione che ti definisce? Ciao omonima! Sono talmente noiosa da non avere uno slogan, in ogni caso: mi occupo di disegnare l’identità visiva di un Brand e di portare i business offline, online, attraverso la progettazione di siti web ed ecommerce efficaci e intuitivi. Da dove è nata l’idea dell’Unicorno per il tuo brand e perché? L’idea dell’unicorno è di almeno 13 anni fa. Volevo che il logo contenesse un pittogramma, ma non sapevo quale. Quindi ho letteralmente sfogliato dall’inizio alla fine il Dizionario dei soggetti e dei simboli nell’arte di James Hall (ho una formazione umanistica e anche se non ne ho fatto il mio lavoro sulla carta sono una Restauratrice di opere d’arte), fino ad arrivare alla figura dell’unicorno. L’unicorno è un simbolo religioso e pagano di purezza femminile. È anche l’allegoria dei cinque sensi e per questo si sposa bene con i servizi di Brand Identity che offro: quando progetto una Brand Identity costruisco la percezione di un marchio partendo proprio dai cinque sensi. Il nome tradotto in giapponese è dovuto invece al fatto che amo viaggiare (anche se purtroppo non sono mai stata in Giappone!). Racconta come sei arrivata a fare la tua professione da freelance: scelta, necessità? E come hai iniziato? Un po’ entrambe le cose: quando ho iniziato 12 anni fa, per un motivo o per un altro, non ho mai trovato un’azienda che mi proponesse il fatidico posto fisso. Quindi a una certa, stanca, ho deciso di aprire partita IVA. Non è stata una forzatura, ma una necessità che ho accolto con entusiasmo, perché mi ha permesso di lavorare con agenzie, freelance, scuole. Ho iniziato collaborando per circa 6 anni con un’agenzia per qualche giorno a settimana, fino a quando, raggiunto un parco clienti personale sufficiente, ho deciso di chiudere la collaborazione con l’agenzia per seguire totalmente i miei clienti. Domanda che viene spesso fatta a noi professioniste, e crescendo abbiamo anche imparato che si è sempre pronti a cambiare idea, ma in linea di massima, pro e contro dell’essere freelance, ti faresti assumere? Per me il pro assoluto dell’essere freelance è che posso organizzare i miei tempi come voglio. Voglio iniziare a lavorare al mattino alle 10:00 e finire alle 19:00? Posso farlo. Voglio lavorare 6 ore al giorno? Posso farlo. Voglio andare 2 settimane da qualche parte all’estero (in vacanza o continuando a lavorare)? Posso farlo. I contro sono la totale mancanza di tutele: pago le tasse come un qualsiasi dipendente eppure non capisco perché non abbia ferie o malattia pagate, o debba sottoscrivere una pensione integrativa perché quella che ho non basta. Solo in Italia. Sul posto da dipendente vado controcorrente rispetto a quello che leggo online: io mi farei assumere, eccome. Non sono mai stata dipendente in agenzia, ed è un’esperienza che mi piacerebbe fare. Il problema è che gli stipendi sono talmente bassi che mi conviene rimanere una partita iva. Vivi e lavori da Mantova, ma se potessi schioccare le dita, da dove lavoreresti e vivresti e perché? In Grecia, a Ios, una piccola isola delle Cicladi a nord di Santorini. È il mio posto del cuore, la cosa che più si avvicina alla concezione di “casa”. Non ho mai sperimentato, come a Ios, un collegamento così vivo e tangibile con gli elementi: c’è il mare, il Meltemi (un vento tipico delle Cicladi), il cielo con un sole che al tramonto regala colori e sfumature che ritrovo solo lì, la terra arida e pianeggiante. Non esiste luogo al mondo che mi renda più serena, in pace e in equilibrio come Ios. Qual è il tuo cliente ideale? Ne hai incontrati durante la tua vita lavorativa? Mi piace lavorare con altri freelance e con piccole aziende. Il mio cliente tipo è quello che ha chiaro dove vuole arrivare con la sua attività ma non ha gli strumenti o le conoscenze necessarie per affrontare il mondo digitale. Io lo affianco nel portare il suo brand da offline a online, in una fase che è cruciale e trasformativa (per il suo brand, ma anche per lui!). In questi anni ho lavorato per tante realtà diverse e non ho un vero e proprio cliente ideale, mi innamoro più dei progetti. Posso dirti che ora come ora, se potessi scegliere, mi piacerebbe lavorare con un brand che si occupa di beauty e make up. L’insegnamento fa parte della tua vita, ed hai persino insegnato in NABA come me (notissima Accademia di Belle Arti di Milano, privata parificata). Tutto questo cozza un po’ con il tuo carattere introverso, o come hai specificato in una diretta (link) sei introversa ma in passato sei stata anche timida. Come hai superato questo ostacolo e che cosa ti ha portato di positivo l’insegnamento? La timidezza è un tratto della personalità, l’introversione invece un orientamento caratteriale. Il primo, con impegno e volontà, si può correggere, il secondo lo puoi solo accettare. Ho superato la mia timidezza con il tempo e proprio grazie l’apertura della mia attività. Se vuoi fare la freelance la timidezza te la devi far passare in qualche maniera: a me è servito tanto rapportarmi con i clienti ma anche fare la docente in scuole come la Naba. L’insegnamento è uno degli aspetti positivi del mio lavoro: se potessi mi piacerebbe insegnare di più, lo trovo tanto arricchente. Mi piace avere di fronte classi di giovani ragazzi appena usciti dall’università perché mi mantengono diversamente giovane, ma anche le classi adulte, composte da inoccupati ad esempio, nel tempo mi hanno dato soddisfazioni inaspettate. Ultime due domande: cosa diresti ad uno studente che nel 2023 vuole diventare web designer Che tu debba ancora scegliere il tuo percorso di studi o sia appena uscito dalla scuola il consiglio è sempre uno solo: vai all’estero. cosa diresti alle web agency di adesso che ti sta proprio qui (gesto di due dita verso il basso che battono alla giugulare)?
Esempio su come creare e organizzare un calendario editoriale (o meglio dire un piano editoriale?)
Il web è pieno di consigli e tool su come organizzarsi per il proprio calendario editoriale, ma nessuno ti dice cosa dovresti pubblicare. Cosa pubblicare nel calendario editoriale In realtà tutto ciò che devi fare per capire cosa pubblicare è identificare i bisogni dei tuoi clienti: quali domande potrebbero fare a Google che condurrebbero a te come competente nell’argomento? Per fare questo ti consiglio di inviare un questionario, magari fatto semplicemente con i Moduli di Google, dove potrai chiedere ai tuoi vecchi clienti con che parole chiave ti hanno cercato, che problemi avevano quando ti hanno contattato e che hai risolto, etc. E se non hai ancora clienti fai il lavoro di identificare con delle personas il tuo cliente ideale e prova ad immedesimarti. Se noterai una bassa risposta perché non avrai centrato in pieno le domande del tuo cliente ideale potrai sempre “riaggiustarti” nel futuro. I contenuti “madreh”, “figlih” e le varianti Comincia identificando almeno 4 parole chiave, che identificano i tuoi pillar, cioè gli argomenti “madreh” da cui puoi partire per produrre il tuo calendario editoriale. Una volta che avrai visto le tue aree di competenza identifica 3 sottoargomenti per ciascuna, che io in genere chiamo “figlih” XD Da qui ulteriormente prendi queste parole chiave e chiedi a Google Trends con che combinazione di parole chiave cercano su Google. Troverai varianti del tipo: “come”, “quando”, “esempi”, etc. Partendo da questi argomenti puoi già quindi produrre degli articoli che vengano incontro a questa domanda, partendo dai 3 o 4 più richiesti. Successivamente potresti anche pensare di approfondire ed inserire un articolo che riempia un ipotetico “vuoto” che secondo te manca fra le richieste su Google. In questo modo potresti anche finire in una nicchia con un articolo ben preciso che ti faccia balzare nei primi posti con quella tua risposta, senza grande concorrenza. Come produrre i contenuti Ti verrà da dire: tutto molto bello, ma devo solo scrivere articoli di blog? No, ma partendo da quelli puoi produrre poi tutti i contenuti degradando su tutte le piattaforme che tu utilizzi. A seconda del tipo di social o piattaforma che usi potresti pensare di produrre un podcast, un video, un carosello immagini o un reel su quell’argomento. Ampliando la tua offerta pertanto su altri rami e contenuti partendo dai pillar madreh, dai figlih fino alle combinazioni di parole chiave. Fai 4x4x4 ed hai già 64 contenuti da produrre, dai quali puoi ricavare diverse forme di pubblicazione. Ipotizzando un post sul blog per ogni parola chiave, e poi un carosello Instagram, una newsletter, un reel, ecco che hai 64×4=256 contenuti da poter utilizzare nel tuo calendario editoriale. Sta poi a te decidere come programmarli, ma considerato che in un anno hai 52 settimane ipotizzando un argomento a settimana puoi già vedere che hai già più di un anno di contenuti pronti da utilizzare, ampliato sui 4 canali. Beh …”pronti” si fa per dire, ti conviene cominciare subito a produrre e scrivere, sei d’accordo? Se hai bisogno di un po’ di aiuto contattami pure: www.lauryn.it/contattami